Due settimane

In quasi due settimane di scuola, li ho accompagnati una volta, giusto il primo giorno.

Siamo alla seconda settimana di allenamenti e sono riuscita a vederli soltanto una volta. Gli ultimi dieci minuti per poi accompagnarli sotto la doccia e riportarli a casa.

Tempo tiranno. Anche se fossi doppia non riuscirei a fare tutto, ma quando mi fermo e faccio un bilancio di questo genere, mi sembra di essere una figura di passaggio nelle loro giornate piuttosto che la loro mamma, figura di riferimento. Invidio un po’ chi può e decide di stare a casa e fare la mamma a tempo pieno sapendo perfettamente che io non potrei farlo. Per necessità, per indole e per scelta.

La sensazione del tempo che passa e in alcuni momento vorrei davvero trovare il bottone che permette di fermare tutto un attimo. Per starmene tranquilla con loro distesa nel lettone o nel divano a giocare a “forbici, sasso, carta”. Per guardare le nuvole e portare fuori il cane dei nonni.

Desideri tutti miei, certo.  Ma difficile da circoscrivere e buttare alle spalle. Soprattutto in queste settimane frenetiche, in cui la scuola ricomincia la mattina si corre, la sera siamo stanchi. Tutti.

Sono in classi separate. Due gruppi misti di bambini di 5 e 3 anni e noi percepiamo una grande serenità. Credevo che uno dei due, in particolare Leonardo, visto che è stato spostato insieme ad un piccolo gruppo di compagni in una nuova classe, potesse magari risentirne, ma per il momento sembra andare tutto liscio.

Chissà come si comportano, è il mio pensiero quotidiano.

E poi è iniziata la scuola calcio, nel paese vicino al nostro. Una nuova esperienza e un nuovo gruppo di compagni. Momenti in cui tutto scorre con facilità.

 

 

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Insomma, ci siamo

Quando il tuo ultimo post risale a due mesi fa, devi porti delle domande e darti delle risposte sulla necessità di tenere ancora in vita il tuo blog.

Ma poi ti dici “chissenefrega”, perché se pensi a questi due ultimi mesi sai quanto poco sia stato il tempo che hai speso in qualcosa che non sia lavoro e famiglia. Spesso hai passato i dopo cena a prepararti per il giorno dopo. Altre volte a stirare quella pila di panni che non sembra mai avere fine e a guardare stupita la cesta dei panni da lavare che non si svuota mai. MAI.

Dove siamo.

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Sorrido e poi mi commuovo

Ho appena iniziato a preparare i bagagli per questo lungo week end immersi nella natura. In programma da un po’ di tempo, il week end intendo, non la meta, alla fine è stata una scelta del Mari. Per me vacanza significa mare e invece abbiamo voluto provare qualcosa di diverso.

La valigia di Lorenzo e Leonardo contiene vestiti per 15 giorni, insomma se dovessimo rimanere isolati non ci dovrebbero essere particolari problemi. Abbiamo l’abbigliamento adeguato per 4 stagioni. Continua a leggere “Sorrido e poi mi commuovo”

Leo, per me sei perfetto

Oggi sono passata di qui ed ho letto questo bellissimo post di Mamma Imperfetta sul settimo compleanno di suo figlio. Poi sono ripassata anche di qui per cercare di capire se il mio Leo potesse rientrare nella categoria dei bambini amplificati. Ma non mi sembra.

Pippe mentali, forse. Stesse pippe mentali che ti ha messo in testa il dermatologo dopo avere visitato Leonardo per quella maledetta dermatite atopica che potrebbe essere dovuta al fatto che il bambino è iperattivo. Ha più bisogno della vicinanza della sua mamma. Grazie per la diagnosi e la cura, avrei voluto dirgli, 90 euro bastano? Continua a leggere “Leo, per me sei perfetto”

Quando la mamma torna alle otto la sera

voglio_andare_a_casaSono giorni particolarmente impegnativi, l’agenda è fitta di impegni e le cose da fare non mancano. Sono due sere che torno alle otto a casa e quando una mamma rientra a quell’ora, la serata diventa una centrifuga.

Lunedì mi sono affidata ai nonni che, come spesso capita, ci hanno ospitati a cena, complice il fatto che anche il Mari era impegnato fino a tardi. Martedì sera invece abbiamo cenato a casa, con il Mari che si è improvvisato cuoco dopo avere ricevuto accuratissime istruzioni via telefono.

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Equilibri al quadrato

Questo post è quello emotivamente più difficile tra quanti ne ho pubblicati fino ad oggi. Lo è perché è una roba che viene proprio da dentro, insomma, dalla pancia, dalla bocca dello stomaco e perchè mi sento anche in colpa per quello che sta succedendo.

I miei figli hanno personalità fortemente diverse, pur essendo nati a distanza di due minuti – come dico per sorridere – in quei due minuti è passato un mondo intero, forse si sono disallineati chissà quali pianeti. E fin qui nulla di particolare. Continua a leggere “Equilibri al quadrato”