Il primo anno di scuola

Mi ero preparata psicologicamente a sentirmi dire che non c’era speranza: troppo vivaci, irruenti, dispettosi e reticenti alle regole.

Invece.

Invece non è andata proprio così. Vivaci sì, certo, ma tanto cresciuti e tanto maturati in questi mesi. Dispettosi, certo, ma entro certi limiti. Un po’ frettolosi, in tante cose, precipitosi con la smania di chiudere ciò che stanno facendo, per proseguire, andare oltre. Attenti, però, ricettivi e curiosissimi.

Riguardo stasera il ‘grande libro’- come lo ha definito Lorenzo – che raccoglie il loro primo anno di scuola: dagli scarabocchi ai disegni, dall’avvicinarsi ai colori primari in poi, le attività di sperimentazione con materiali diversi, le foto di questi ultimi nove mesi: il primo giorno di scuola, Leonardo che fa il cameriere, Lorenzo che disegna insieme ai suoi amici. Le due bambine che per mesi hanno monopolizzato con attenzioni dispettose e curiose.

Fili di lana, batuffoli di cotone, Babbo Natale in visita alla scuola, tutti con la maschera, pezzetti di carta, cartoncini, collage variopinti, mille colori, mille sorrisi, mille emozioni.

E un po’ mi commuovo, distesa sul tappeto del salotto, insieme a questi ometti che orgogliosi e pimpanti ci spiegano pagina dopo pagina quello che hanno fatto. Con un entusiasmo e una loquacità sorprendenti.

Questa è la magia della scuola: non un luogo dove ‘parcheggiare’ i nostri figli, non solo un servizio, ma un ambiente stimolante, creativo e coinvolgente.

A conclusione del colloquio con le maestre mi sono girata verso mio marito e ho sorriso, lui tanto per tirarmi su di morale, mi ha detto “E te eri preoccupata per il primo anno di scuola dell’infanzia??? Vedrai quando andranno alle elementari o alle medie, allora sì che ti dovrai preoccupare…”

A questo ci penseremo, con calma, intanto, prima di andare a letto, mi riguardo per l’ennesima volta i due grandi libri, quello blu di Leonardo e quello giallo di Lorenzo.

Buonanotte.

PS: I twins, in contemporanea come succede ed è successo in passato per molte cose, hanno iniziato entrambi ad andare in bici senza ruotine. Io intanto ho trovato lo sport da praticare questa estate “vi-inseguo-per-evitare-di-chiamare-ancora-il-118”. Non dite a Leonardo che Lorenzo è un po’ più bravino di lui e non dite a Lorenzo che Leonardo nelle ‘gare’ di corsa è un po’ più veloce di lui. Anche se lo sanno benissimo entrambi.

Ragassssi… essere una mamma di gemelli è un corso di sopravvivenza, ma un’esperienza difficile da descrivere. Bisogna viverla: a presto un post sul concetto di ‘esclusività’.

Ari-buonanotte.

 

 

 

 

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