Equilibri al quadrato

Questo post è quello emotivamente più difficile tra quanti ne ho pubblicati fino ad oggi. Lo è perché è una roba che viene proprio da dentro, insomma, dalla pancia, dalla bocca dello stomaco e perchè mi sento anche in colpa per quello che sta succedendo.

I miei figli hanno personalità fortemente diverse, pur essendo nati a distanza di due minuti – come dico per sorridere – in quei due minuti è passato un mondo intero, forse si sono disallineati chissà quali pianeti. E fin qui nulla di particolare.

Poi succede che improvvisamente sembrano scambiarsi la personalità… è successo intorno ai 5 mesi e risuccede oggi a distanza di più di due anni. Succede proprio in concomitanza con l’addio al pannolino.

Leonardo che, lo ammetto, è sempre stato il figlio “più indipendente” (se così si può definire un nano alto quasi un metro…), quello “meno entrante, meno bisognoso di attenzioni”. Sì, lo so, non solo belle parole, ma se Lorenzo vuole una cosa te la chiede a volte fino allo sfinimento, Leonardo se, ad esempio, ha sete cerca il biberon e beve. Se proprio non lo trova ti chiede dove è.

Leonardo è stato finora un bambino un po’ più timoroso e introverso rispetto a Lorenzo. Lo so i paragoni son brutti ma in questo caso inevitabili, perché se cresci due creature di pari passo come loro due è veramente difficile non farlo. Anche perchè li facciamo per apprezzare e capire ancora di più quanto siano due pianeti diversi, cosa che a due gemelli non fa mai male, anzi…

Quindi, dicevo, Leonardo è stato finora un bambino riflessivo che ascolta, ubbidiente, ragionevole per quello che può essere una creatura di due anni e mezzo.

Fatto sta che da quando abbiamo detto addio al pannolino le cose sono cambiate. Forse per “colpa” dei risultati legati a questo periodo di sperimentazione. I primi giorni sono stati davvero tragici, poi Lorenzo ha ingranato, il nervosismo di Leonardo, invece, aumentava di giorno in giorno. Anche ora che con il vasino le cose vanno bene, non torna ad essere quello di prima.

Anzi, fa di tutto per attirare l’attenzione, lancia i giocattoli, urla, ha pretese assurde, ad esempio: oggi voleva fare il riposino dopo pranzo con i sandali e voleva che li tenessi anche io e stessi lì con lui. Tutte cose che prima della ritrovata pace dei sensi del fratello, avvenuta in concomitanza con i primi successi sul vasino, era normale routine della gestione di Lorenzo dover affrontare richieste e azioni – diciamo – fuori dal comune.

Eppure esultiamo al benchè minimo goccio di pipì come se fosse la finale dei mondiali e facessimo gol al 90’. Lo elogiamo più del fratello e cerco di dargli qualche attenzione in più, perché sento e vedo questo suo momento di difficoltà.

E oggi forse, ma non lo so, ho capito. Anzi ho pensato che la sua sia una più o meno chiara forma di gelosia. Per questo mi sento un po’ colpevole, forse quel bambino che ritenevo meno bisognoso di attenzioni lo era solo perché non le ha esplicitamente chieste fino ad oggi. Ed oggi, invece, le vuole, tutte insieme e con gli arretrati.

Ti dicono che sono fasi di crescita. Ce ne sono state, a decine dal primo giorno che sono nati. Dal terribile periodo zero – tre mesi ai “terribili due anni”. E le abbiamo affrontate tutte. Con fatica e con soddisfazione nel vederli crescere. Ma questo è forse il periodo più duro: orientarsi tra due personalità, tra due modi distinti di chiedere, ricevere e dare affetto e attenzioni. Al punto che a fine giornata vorresti avere una griglia di osservazione per capire quale dei due è in debito.

In un libro per mamme e future mamme, una mamma di gemelli affermava che per la ricerca di attenzioni lei ha fatto come per l’allattamento: a richiesta. Ecco, io a richiesta non ho nemmeno allattato, per quanto possibile e per sopravvivenza, ho cercato di rendere doppio anche questo momento…

Oggi però una cosa la faccio. Alle 18 quando torna mio marito, prendo Leonardo e lo porto con me, proviamo a condividere un po’ di tempo io e lui “da soli”. E vediamo cosa succede… E voi ne avete di consigli? Guardate che sono ben accetti!

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12 pensieri riguardo “Equilibri al quadrato

  1. Ascolta, io ci sono dentro fino al collo.
    Non sono la persona giusta per dare consigli.
    Anche il mio gemello piccolo è in crisi queste settimane, sta facendo uno sciopero della fame che mi sta facendo preoccupare da morire.

  2. Capisco perfettamente. Questo post avrei potuto scriverlo io e forse ne ho scritto uno molto simile. Mattia è sempre stato un “mammone” e per i primi 3 anni di vita ha avuto molte più attenzioni del fratello perché Christian ha sempre dimostrato di essere più solare e indipendente. Inutile dirti che mi son sempre sentita in colpa per questa cosa. La loro educatrice al nido mi rassicurava dicendomi: se dai di più a Mattia è perchè lui ti chiede di più, non sei tu a dare di meno a Christian! Finché un bel giorno Christian ha presentato il conto con un bel periodo di crisi (o ricerca di attenzione) e le attenzioni si sono focalizzate su di lui. Sono loro a chiederci e noi dobbiamo adeguarci. Dobbiamo mettere da parte i sensi di colpa e fare del nostro meglio. L’idea di condividere un po’ di tempo da soli è ottima. Ti abbraccio e sappi che siamo tutte sulla stessa barca.

  3. Grazie. Mi sento meno sola, meno impotente… Stamani ha piantato un capriccio di mezz’ora perchè voleva rimanere da solo in macchina invece di scendere e andare a casa dei nonni. Ce la faremo, per forza.

  4. Si è un bel terno al lotto …io non avevo letto il suggerimento del libro che hai citato tu ,… ma piu’ o meno faccio cosi’ …e poi coccole a gogo in tandem …io purtroppo sono quasi sempre da sola con loro e dedicare tempo “separatamente” non posso …ma ritengo che sia una buona idea ….anche se passato questo momento forse dovresti fare un giorno con uno e un giorno con l’altro giusto per equilibrare…. un abbraccio

  5. Ciao, io gemelli non ne ho pero’ dopo lo spannolinamento, che nel mio caso e’ stato tutto sommato facile perché Emanuele faceva cacca nel vasino già un mese e mezzo prima che fosse spannolinato, e’ successo che anche lui e’ diventato più mammone, più appiccicoso/coccoloso e bisognoso di attenzioni rispetto a prima.
    Al nido poi non vuole più entrare allegro come prima e ha pianto e fatto capricci per giorni e ancora li fa forse perché in concomitanza dell’addio al pannolino e’ successo che la sua educatrice sia entrata in maternità prima del previsto per problemi di salute.
    Poi spesso mi abbraccia e mi bacia. Le mie amiche dicono che sono fasi perciò passeranno, lui poi andrà ancora al nido per un po’ ed e’ sicuramente anche molto stanco 😦

  6. per fortuna non sto tribulando solo io…..ho due gemelli di 7 anni eterozigoti,due bambini dal carattere e dai comportamenti del tutto diversi….il più grande di solo un minuto è sempre stato il piu mammone ma anche il più responsabile….ha un carattere molto fragile spesso piange per qualsiasi cosa anche solo per la stanchezza.io fin dai primi tempi ho sempre cercato di dargli piu attenzioni anche fino al mio sfinimento….io mi sento in colpa ogni giorno di piu e ora vi spiego il perchè…..quando li aspettavo ho iniziato una piccola depressione dovuta alla malattia scoperta in mio padre,quando sono nati vuoi la stanchezza o solo dio sa cosa è peggiorata sebbene avevo l’aiuto delle nonne…ero veramente a terra e fin da piccoli li sgridavo anche senza motivo e avolte partiva una sberla o uno sculaccione anche se non c’è n’era veramente bisogno…mi sono fatta curare e se devo essere sincera sono migliorata tantissimo ma non guarita perchè questo mio comportamento nei loro comfronti è per me un senso di colpa incancellabile anche se loro nemmeno ricordano….credetemi non riesco più a dar loro nemmeno una sculacciata ora che a volte davvero la meriterebbero…..tutto è andato bene fino a quando è arrivato andrea due mesi fa…erano obbedienti bravi precisi in tutte le loro cose forse perchè mi dedicavo pienamente a loro….ora è nato il fratellino e vedo molti cambiamenti…io ho poco tempo perchè il piccolo ne richiede sempre più e inoltre ho ricominciato una piccolissima depressione,dico piccolissima perchè la so affrontare e curare bene….questa piccola depressione è ancora per lo stesso motivo…guardo il piccolo e mi dico se potessi tornare indietro…..sarei piu brava anche con i gemelli e cercherei di essere più serena…e poi mi dico ci sono sempre andati di mezzo…da piccoli per la depressione,durante la crescita perchè a volte mi hanno visto triste per la morte prima di una mia zia che era la mia seconda mamma poi due anni fa per mio padre,ora ci vanno di mezzo perchè ho poco tempo per loro….e mi chiedo come posso fare a cancellare dalla mia mente questi sensi di colpa e a vivere meglio stando meglio…aiutatemi vi prego!!!

    1. Io non penso di essere la persona adatta e giusta a risponderti, ma una cosa sola mi sento di dirti: dobbiamo imparare a perdonarci… ed iniziare da capo ogni giorno con i nostri figli. quando però non ce la facciamo proprio l’aiuto di uno specialista penso che sia la soluzione più giusta. Forza e coraggio, guarda i tuoi “ometti” e avanti!

      1. speravo che qualcuno leggesse quanto ho scritto,perchè forse scrivendo le mie sofferenze posso sfogarmi e con le risposte mi posso illudere di farcela….è bello è come una liberazione raccontare a qualcuno le mie ansie…sai lollamamma,anche io la penso così e da anni cerco di ficcarmelo in testa….per un po fila tutto liscio ma poi alla prima giornata un po giù…riecco i sensi di colpa….per fortuna ora controllo lo stato delle mie ansie e mi limito a sgridarli i miei figli quando se lo meritano….ora non riesco nemmeno piu a dar loro nemmeno uno sculaccione …e a volte lo meriterebbero…..sono i miei angeli per fortuna mi sono ripresa…ora so che i miei bambini sono il mio sole,la mia aria ….la mia vita…..

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