Leonardo e la dura vita del fratello di un bambino esuberante

Le giornate scivolano via, piuttosto velocemente. Il rientro a scuola è stato abbastanza positivo, senza pianti e senza particolari reticenze, tranne quegli attimi in cui, la mattina appena svegli, mi chiedono se la scuola è chiusa o aperta. Ed io rispondo, per rimanere ancora un po’ nel limbo, dicendo: “Andiamo a vedere se è aperta, chissà…”

Poi arriviamo lì, quando riesco ad accompagnarli io, e schizzano via dai loro compagni o nella loro classe, mi lasciano in mano giubbotti, sciarpe e cappello da sistemare nel loro armadietto. Abbiamo passato le vacanze di Natale giocando a “Te fai la mestra ed io il bambino che va a scuola” con Leonardo che indossati i miei stivali, gli occhiali da sole e lo zainetto girellava per casa dicendo che andava o tornava da scuola.

Lo stesso Leonardo che nel periodo delle vacanze di Natale ha messo a dura prova la mia pazienza. Come mai aveva fatto fino ad oggi. Lo stesso Leonardo che – anche se non le chiede, vuole attenzioni  e forse ne ha bisogno più del fratello – è dura la vita dei fratelli minori… mi verrebbe da scrivere e sorrido… perché sì, Leo è il minore. Nato due minuti dopo rispetto al fratello: quello catalogato nel braccialettino dell’ospedale come secondo nato. Che poi – dice – il secondo nato dovrebbe essere il primo concepito, giusto per non fare differenze tra due esserini che hanno dovuto condividere questo percorso di vita già fin dai primissimi attimi. E non hanno potuto scegliere neanche il compagno di viaggio.

Leo, è dura la vita del fratello di un bambino esuberante e entrante come tuo fratello. Quello che monopolizza l’attenzione di mamma, quello che mugola, quello a cui anche tu ogni tanto dici “Che uggia che fai..smettila” quello che anche lui vuole stare “con noi” quando leggiamo la “nostra” storia prima di andare a letto, quello a cui poco fa questa abitudine non interessava e che ogni sera, invece, si distende vicino a mamma.

Ci ritagliamo ogni tanto dei momenti tutti per noi, la spesa nel carrello con mamma, un giro in macchina, e poi ora mi riempi di baci spontaneamente, soprattutto prima di fare la nanna. E se anche mi dici “che non mi vuoi bene”, so che in realtà me ne vuoi tanto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...