E allora sì, mi sento davvero mamma

Quante cose ci siamo raccontati prima della nascita dei nostri figli. Quei farò/non farò, dirò/non dirò, andrò/non andrò. Mi ripetevo che la mia vita non avrebbe mica poi subito questo gran cambiamento che avrei continuato a fare quello che facevo prima, magari il primo periodo sarebbe stato un po’ più tosto, ma che poi tutto sarebbe tornato alla normalità.

Oggi, dopo tre anni, un mese e quindici giorni dalla loro nascita di quella che era la nostra normalità prima del loro arrivo, ne abbiamo un ricordo molto vago, direi quasi nebuloso. Che i figli siano uno per volta o due insieme penso che poco cambi almeno all’inizio, ciò che cambia secondo me sostanzialmente è il periodo successivo al primo anno di vita. Quando la loro indipendenza motoria significa il tuo sottostare al loro vagare, se poi sei da sola tante cose diventeranno quanto meno complicate. 

Volevo fare in modo che la mia vita lavorativa non risentisse del loro arrivo. Ma da quando la lolla da lollaebasta è diventata lollamamma è scattato un meccanismo per cui difficilmente riesco a mettere qualcosa di diverso al primo posto nella lista delle priorità che non siano i miei figli.

Lavoro, corro la mattina, corro la sera, corro per fare la spesa e per dedicare il tempo che ho a disposizione a loro due. Complice il fatto che ho un marito che lavora moltissimo, spesso o conto su di me o conto su di me o conto su di me o mi raccomando ai nonni. Ma quello che è cambiato è il meccanismo mentale: quello che non ti fa sentire la mancanza di quella che era la vita prima di loro. Anche se a volte una chiaccherata con un’amica è ciò che desideri di più. E tempo per quello cerchi di trovarlo, per forza.

Pensavo di mandarli al nido: perché fa bene  a loro, a noi, alla famiglia, per avere delle regole, perché tutti vanno al nido, perché è un’esperienza importante. Da quando sono rientrata a lavoro, Lorenzo e Leonardo sono stati con i miei genitori. E non nego il senso di non so che che spesso ho provato, perché per i miei è stato un impegno enorme ma che hanno affrontato con molta più tranquillità rispetto a me Questa è stata la cosa che mi ha fatta stare peggio. E questo il motivo del mio correre, correre, correre. Ma ormai è andata così ed oggi che li accompagno a scuola, vedo con quanta serenità affrontano questa esperienza

Altra cosa. Meno pesante: dicevo che mai avrei fatto vedere la TV ai miei figli poco o pochissimo. Ebbene, mi ricredo. la TV è un ottimo deterrente, usato con parsimonia, quando hai due figli iperattivi. Io me ne servo, alla faccia di Tata Lucia, nei momenti “critici” della giornata, soprattutto se sono da sola: preparazione della cena, pulizia minima della casa, se necessito di un momento di relax, se ho bisogno di farmi una doccia senza rischiare che diventi un momento troppo affollato.

I tre anni sono un momento veramente particolare. Fatto di attimi di ilarità infinita e momenti di sclero infinito, perché ancora sì, siamo due bambini “svegli” come mi ha detto la Maestra. I tre anni sono anche il momento in cui hai la sensazione che ti stiano sfuggendo di mano che stanno crescendo alla velocità della luce e che questo mondo, con le sue dinamiche assurde, non ti dia la possibilità di goderteli.

E allora ti escono queste parole di bocca:

“Lorenzo, facciamo che tu resti sempre piccolo e stai con la mamma?”

“Mamma, io tono già gande. Vado a cuola e poi mangio divento gande pecchè devo bidare i treno”

e allora sì, mi sento davvero mamma.

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11 pensieri riguardo “E allora sì, mi sento davvero mamma

  1. lolla sai che questo percorso di mamme lo stiamo facendo piu’ o meno in contemporanea …i nostri bimbi si passano pochi mesi e son due maschi “svegli” … “molto fisici” li definiscono le mie maestre … vivaci!! e quindi le tue sensazioni si avvicinano molto alle mie …e anche i miei dicono “siamo già grandi…salvo poi aggiungere …ma torniamo anche un po’ piccoli dentro la tua pancia ….. magari figli miei potessi tenervi in pancia …ma no dovete crescere…

  2. ommiddddio lolla…mi hai fatto venire i brividi!!! perchè noi, ancora SOLO a 20 mesi ci diciamo paroline dolci, facciamo nasino nasino e si fanno nasino nasino tra loro, giorgia mi bacia e ricccardo mi stringe e quando dico….rimani sempre piccolo con la mamma??? lui mi risponde SSSSSCCCCIIIII :-)) ma ora so che non durerà per molto :-(((((

  3. Mamma mia, ragazze, quanto mi ritrovo nei vostri racconti. I miei gemelli maschi hanno anche loro 3 anni e 4 mesi e tengono dei comportamenti simili ai vostri bimbi. Vivaci ma anche molto concentrati sui giochi che li appassionano (uno il trenino, l’altro con le sue scatole da riempire e svuotare con i giochi preferiti), il sentirsi già “bimbi grandi” ma allo stesso tempo lasciarsi riempire di baci dalla mamma e dal papà! E come crescono in fretta.
    Quando guardo le foto dei loro primi mesi di vita stento a credere che quei due monelli urlanti che corrono e si inseguono per tutta la casa siano quei due scricciolini che si perdevano nei lettini…

  4. Ciao…..sto tornando sul web dopo aver ripreso i ritmi (?!?!?!?!) di allattamento e cambi pannolini….e sono rimasta un pò indietro…..ma come mi ci ritrovo nelle tue parole…e adesso che devo badare anche alla piccola ho paura di perdermi tanti ‘passaggi’……e anche le mie sono ‘gandi’….ma quelle furbette sanno anche dire che sono piccole quando fa comodo!!!

  5. Ciao lollamamma sono Debora ho appena aperto un blog gemelliamoremio, mi piacerebbe chiacchierare e ti vorrei chiedere una cosa come si fa ad inserire nel proprio blog i blog che si seguono????

  6. Ciao! Anche io sono mamma ed anche io, mesi fa, proprio leggendo il tuo blog, ho avuto voglia di aprirne uno mio in cui parlo….dei miei gemelli! Insomma..ti leggo spesso e mi lascio ispirare dalla tua esperienza visto che i tuoi figli sono un pelo + grandi dei miei. Ad ogni modo, proprio perchè sei un’ispirazione, ti ho nominata per un premio – blogger. Trovi i riferimenti nel mio ultimo post! Spero di aver fatto cosa gradita. ciao

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