La mamma è la mamma: ma anche no

Mentre con un orecchio sento che stanno disfacendo il giardino dei miei genitori e che qualcuno – non so chi dei due – si è fatto la pipì addosso, cerco di resistere alla voglia di staccarmi dal computer per intervenire. Un po’ come fa Tata Lucia, ma anzichè riprendere e redarguire i nonni, dovrei scendere giù in giardino e rimettere in riga i miei figli.

Ma il periodo pre ferie non mi consente di interrompere il lavoro. E, anche se lo volessi fare, se poi loro due si accorgono che sono nei paraggi finisce che non riesco nemmeno a portare a termine la metà delle cose che ha nella “to do list”. E’ nato un attaccamento senza precedenti a questa figura materna. E’ complicato uscire di casa per andare a lavoro, insomma se ci sono vogliono me e, adesso, anche quando non ci sono succede che mi cerchino. Cosa che finora non si era MAI manifestata.

Spesso è la mamma che deve lavarvi, vestirli, cambiarli, asciugarli, metterli a tavola, a volte anche imboccarli, versare loro l’acqua, coprirli con la coperta, girarli nel letto, accompagnarli a fare la pipi, giocare con loro e uscire con loro: come lo fa la mamma non lo fa nessuno.

Scene da tragedia quando esco e mi allontano. Lorenzo la mattina non vuole che mi tolga la mise della notte (leggi: la camicia da notte che avevo quando ero all’ospedale per partorire) perchè è segnale che “la mamma va a lavoro”. Quando cerco di varcare la porta sono baci e saluti infiniti. Calcolo sempre un dieci minuti di scarto, perchè sono operazioni piuttosto lunghe e delicate che spesso si risolvono con “esco e amen”, tanto è questione soltanto di qualche minuto di capricci.

Capricci e “no”, sono la colonna sonora di questo periodo. Il caldo poi non aiuta né loro né tanto meno me. Non aiuta nel cercare di avere pazienza, evitando un “no” mio secco e deciso che significa “si fa come dico io. punto e basta” sapendo che con loro non è questa la strada da percorrere. E quando finisci con uno, spesso devi iniziare di nuovo con l’altro. Di nuovo, dall’inizio.

E questa è storia vecchia. Consolidata. Sicuramente nell’ultimo anno ha rappresentato il filo rosso della nostra vita e ci siamo talmente abituati  che a volte non ci sembra neanche di fare niente di particolare. Altri giorni, invece, non riesco a vedere la luce alla fine del tunnel. Diciamo che andiamo a periodi e già questo significa tanto.

Domenica siamo stati al “battimonio” di Chiara – GeekMom, tutti e quattro. E’ stata una giornata veramente piacevole, in un posto bellissimo con un clima speciale: leggero, piacevole e informale. L’ideale per noi e per i bambini che si sono potuti scatenare. Giornate che ti fanno rientrare a casa stanchi, ma alleggeriti.

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4 pensieri riguardo “La mamma è la mamma: ma anche no

  1. ma allora non succede solo da me …e io che pensavo che la fase “sololamamma” fosse passata …siamo tornati indietro alla grande … e in parte mi sento lusingata ma anche no !!

    Come sempre ti son solidale ! ;D
    franci di gemelli monelli

  2. qualchevolta mi leggo un po’ di istruzioni per l’uso per essere una mamma decente sul web e uno dei consigli che ricorrono è non dire troppi no, possibilmente non più di dieci al giorno, altrimenti i divieti sono troppi e i piccoletti smettono di rispettarli. obiezione: ma a chi dà consigli non sono mai capitate quelle giornate in cui i piccoletti fanno tutto quello che non dovrebbero fare, da buttare per terra il bicchiere a tentare di giocare con la spazzatura a disegnare sul muro e sul divano, tirare oggetti contundenti contro la finestra, strappare le pagine dei libri, etc? il tutto senza sosta, passando da una attività distruttiva all’altra in continuazione? forse no. perché non so a te, ma a me i no non bastano mai 🙂
    un abbraccio e in bocca al lupo.

    1. Mi rivedo perfettamente in cio’ che hai scritto. Anche i miei passano da un attivita’ distruttiva all’altra ed i “NO” non li scalfiscono minimamente. Poi c’e la fase del l pianto continuo per ogni cosa. Termina uno ed inizia l’altra.

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