Legami di sangue

Lorenzo si chiama come me, o meglio è la versione maschile del mio nome. Ma il suo nome lo ha scelto il suo babbo. Leonardo è il nome che aveva scelto mia mamma per mia sorella, ma poi è nata un’altra femmina e, quindi, dato che Lorenzo dovevo essere io, ma dopo che per due giorni sono rimasta senza nome, mio babbo si è deciso a chiamarmi Lorenza.

Alla fine io e mio marito abbiamo scelto per i nostri figli i nomi che mia mamma aveva pensato per me e per mia sorella. Mia nonna, la Santina che ha una lingua che taglia e cuce, direbbe “si vede che sei la sua figliola!” volendo significare, penso, che esiste un legame che unisce due persone al di là della frequentazione sociale e che è riconducibile al legame di sangue.

Che potrei tradurre in: come mai i miei figli sono così disinvolti con i miei suoceri anche se li vedono tipo una volta ogni due mesi? Sarà per via di questo legame di sangue? non voglio dare e non voglio pensare alla risposta. Comunque, torniamo a noi. Anche noi siamo passati dall’acquisto del libro dei nomi, alla sua consultazione, alla ricerca del nome che meglio descrivesse i nostri bambini. Il fatto è che non li conoscevamo. Mio padre, dato che l’alternativa femminile a Lorenzo – ed evidentemente Lorenzo non potevo essere – era Benedetta, vedendomi capì, non so quale lume lo illuminò, che quello non era il nome per me.

Non mi ricordo dove, ma da qualche parte ho letto che “scegliere il nome per un figlio è un po’ come scrivergli il destino”, ma non ci credo completamente. La scelta del nome per i propri figli rappresenta, invece, un momento di grande condivisione all’interno della coppia. Ho conservato il foglio con la lista dei 23 nomi per le femmine e i 7 massimo 8 per i maschi ed ogni sera ne toglievamo qualcuno, studiavamo come potessero suonare insieme al cognome evitando le C strascicate che caratterizzano il dialetto toscano, i nomi dei figli dei nostri amici, dei miei cugini, dei parenti più stretti. Le assonanze tra due nomi che per molto tempo poi sarebbero stati pronunciati se non in contemporanea, quanto meno insieme.

E il cerchio che avevamo iniziato a disegnare piano piano si stringeva. Lorenzo e Leonardo, non mi ricordo quando ci siamo arrivati. Mi ricordo che Lorenzo non volevo e che Leonardo lo avevamo escluso a priori. Poi si è ripresentato. E quando le persone mi domandavano nell’ultimo periodo della gravidanza come li avrei chiamati, io due nomi si sono materializzati.

Il primo nato sarebbe stato Lorenzo, il primo nome scelto. Leonardo il secondo, il secondo nome che la sottoscritta ha scelto. Sì, un po’ lunghi, se poi messi insieme al cognome ancora di più. Ma amen.

Ieri ho finalmente sistemato la libreria, tirando fuori dal ripostiglio i libri che erano rimasti nelle scatole da circa tre anni, da quando per la famiglia allargata improvvisamente che siamo abbiamo dovuto lasciare il bilocale fiorentino e traslocare in campagna nel quadrilocale con giardino (santo giardino! con due figli iperattivi!). Insomma in questo lavoro di fatica fisica, ho ritrovato e risistemato il “libro dei nomi”, “Dal concepimento ai primi 3 anni”, “Donna e gravidanza” e ho pensato che ai primi tre anni ormai ci siamo quasi arrivati, che mancano davvero pochi mesi e poi inizieranno la  scuola dell’infanzia.

E io sono qui che mi domando come ha fatto a passare tutto questo tempo, così velocemente che sembra davvero ieri. Poi mi guardo allo specchio e vedo le occhiaie che ormai hanno preso residenza definitiva sotto ad i miei occhi e capisco che il tempo che è passato è stato un tempo ricco, denso e faticoso, ma pieno e ben investito.

Buon lunedì! E speriamo di sole!

PS: da circa una settimana, si è aggiunto a questo blog un lettore di eccezione, Mio Marito. Vi prego ditegli che sì, ogni tanto non scrivo cose bellissime sui suoi genitori, ma nemmeno tremende… 😉

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5 pensieri riguardo “Legami di sangue

  1. Effettivamente anche per me, per noi, la scelta del nome era ardua, ma la decisione in Giulio è risultata proprio azzeccata, o meglio ci piace tanto. Non c’è stata tanta rosa di nomi, è stato il primo, l’unico, piaciuto subito e in fine preso, una volta una tipa, per la verità una un pò discutibile, mi disse che il nome del suo bambino glielo aveva detto lui dalla pancia, il nome è Aron… forse il segnale era un pò disturbato 😮

  2. Ciao sono mamma anche io di due gemelle di 16 mesi….per i loro nomi a dire il vero non c’è stata molta battaglia tra me e mio marito…lui con le idee chiarissime..io un pò meno per paura di sbagliare… come dici tu il nome te lo porti dietro a vita..gli unici momenti di disturbo erano quando nella scelta dei nomi si immischiavano i suoi parenti..genitori…sorelle…nipoti…x me che non ho la mia famiglia ogni volta era un fastidio insopportabile…..e lo è tuttora purtroppo….mi dà fastidio la loro presenza quotidiana nella vita di mie figlie quasi come fosse un obbligo( come la pasticca per la pressione)…..non sò ancora se sono io che dovrei farla finita di vederli come intrusi che si intrufolano troppo nella mia vita o se sono loro che dovrebbero fare un pòdi passi indietro e lasciarmi vivere la mia famiglia anche senza di loro fra i piedi….insomma….dopo 16 mesi ancora mi ritrovo a stare male x questi motivi….e ancora non sò come uscirne….mi sforzo…mi sforzo..ma questo legame di sangue mi stà stretto..troppo….vorrei essere libera di non vederli anche solo x un giorno…e invece sono quì tutti i santi giorni con i loro sorrisi….scusami lo sfogo….ciao

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