Algoritmi per essere una mamma migliore

Ci sono quei momenti in cui guardi fuori dalla finestra. Stamani tira vento e dalla mansarda di casa dei miei genitori si vede la chioma di un vecchio ed enorme pino che si muove in qua e in là. Dal giardino mi arrivano le voci di Lorenzo e Leonardo che non so quale attività green stanno portando avanti insieme al nonno. Crescono. Diamine se crescono e se i primi mesi sembravano non passare mai, ogni giorno adesso è un balzo in avanti incredibile.

Loro sono arrivato “non programmati” questo lo sapete già e per questo a volte ho pensato che il mio istinto materno e il mio essere mamma ancora non fossero abbastanza maturi e sviluppati per poter iniziare questo percorso così complicato. Ho pensato che chi di diventare mamma ne ha sentito proprio la necessità, in termini anche di gravidanza desiderata e programmata, potesse riuscire ad essere una mamma migliore intendendo con questo di riuscire a controllare lo stress, avere più pazienza e riuscire ad essere più attiva e creativa nei confronti dei bambini.

A volte sento le mie due personalità, quello che ero e quella che sono dopo l’arrivo dei friccichi, insomma la “lolla” (come mi chiama l’amica di una vita) e la “lollamamma” andare in conflitto, della serie: “vorrei ma non posso e se lo faccio poi non mi godrei nulla”. E non è che mi sento una mamma chioccia intendiamoci, voglio solo essere una mamma presente. Io lo so che sarei stata così, perché è il modello di madre che ho avuto io, al quale, essendo stato un modello positivo a mio avviso, naturalmente cerco di ispirarmi. Nei miei limiti, nelle mie sclerate perchè ho perso la pazienza, nella pesantezza di dovere ripetere tutti i santi giorni di non sbattere le porte, lanciare oggetti, stare seduti a tavola senza cercare di fare il salto triplo mortale doppio dal seggiolone, stare per la mano se si vuole andare a piedi invece che sul passeggino.

Ma l’algoritmo gravidanza programmata = mamma migliore esiste? è “scientificamente” anzi mammescamente testato?

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5 pensieri riguardo “Algoritmi per essere una mamma migliore

  1. Ma assolutamente no! Siamo tutte uguali, gravidanze a sorpresa, desiderate o cercate con la lente d’ingrandimento che siano.
    E ci mancherebbe altro! 🙂
    E ti assicuro che tutte noi perdiamo sempre la pazienza, urliamo e a volte diamo anche sculacciate.
    Stai tranquilla, sai che palle essere sempre sorridenti e gentili, non credo farebbe bene ai nostri figli e alla loro vita futura.

  2. in questo argomento mi ci trovi,xchè io nonostante abbi cercato Gioele x 2 anni e quando non me lo aspettavo più è arrivato non ho tanta pazienza.proprio ora l’ho messo a letto e gli ho dato una sculacciata,dopo che mi ha tirato un birillo nel viso,una manata in un’occhio,fatto la”macumba”xchè non voleva andare a letto,stamani mi è scappato x la strada………….dopo tutto questo ho sclerato e ne ha buscate,e vuoi sapere xchè??????xchè ha imparato a fare la pipì da solo in punta dei piedi,alza la tavoletta e…….e mi ha fatto pipì apposta in tutto il muro puntava il pisello in alto.quindi non c’entra bimbo cercato o arrivato x caso,c’entra che siamo esseri umani e se la pazienza scappa anche ai santi,ce lo possiamo permettere anche noi tranquilla!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Confuto in pieno l’algoritmo. I miei gemelli li ho desiderati tantissimo, per averli ho fatto di tutto e e li ho amati sin dal primo momento che ho visto i loro due cuoricini battere nella mia pancia… Ma sono umana e ci son giornate in cui non son proprio la mamma perfetta che vorrei essere (eufemisticamente parlando) e loro non sono i bambini più tranquilli del mondo. Ma siamo esseri umani e anche noi abbiamo un limite. L’importante però mi dico è che loro capiscano che comunque anche quando fanno i “monelli” la loro mamma li ama alla follia, anche se in quel momento più che una mamma amorevole sembra una strega…

  4. aggiungo anche il mio esempio di mamma imperfetta. Ho cercato un bimbo ” con la lente d’ingrandimento” (cit. slela) e ho fatto di tutto per averlo…ne sono arrivati 2 in un colpo solo. Gioia infinita…ma che non rende immuni da stanchezza folle a fine giornata e sensi di impotenza di fronte a capricci ingestibili e richieste infinite. A fare la mamma si impara sul campo, sia che ci capiti per caso, sia che lo desideri con tutta te stessa,e ci sono giorni che riesce meglio e si sorride, si gioca, si scherza, mentre altri che non ce la si fa e si alza la voce, si perde la pazienza, si ha meno disposizione e meno tempo per gestire “ad hoc” 2…bambini…perchè questo sono…bimbi, vivaci, che crescono e vogliono fare, andare, sperimentare,e ci piacciono perchè sono così, spontanei e genuini…spesso è una fatica colossale, ma me mettono un po’ tristezza quelli tutti perfetti che mai un capriccio, mai uno slancio di incontenibile euforia

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