La mamma che volevo essere e quella che sono

Arriva all’improvviso, magari la sera una consapevolezza che avevi da sempre dentro di te e inizi a riflettere, ma giusto il tempo che questo pensiero strano diventi solida razionalità.

Ho capito che non sono, nell’ultimo periodo in particolare, la madre che mi ero imposta e avevo pensato di potere essere. Pensavo che i miei figli sarebbero potuti essere o diventare delle pseudo macchinette, caricabili, programmabili, manipolabili. Belle statuine da arredamento più che da interazione attiva e creativa.

E con questa “fissazione” ho passato le ultime settimane combattendo contro la natura di ogni bambino: quella di fare capricci, ribellarsi alle regole e fare sentire la propria presenza in modalità e modi differenti e sempre inattese. Naturalmente questo mio pormi in maniera poco empatica, ma piuttosto autoritaria non ha avuto gli effetti sperati, soprattutto per quanto mi riguarda.

Unico risultato: un’immensa frustrazione. Ho passato serate piangendo, sfinita e ripentendomi che era tutta colpa mia che non gli avevo insegnato niente che le cose/azioni per cui li riprendo oggi sono le stesse di un anno fa.

Poi ho detto basta con le assurde rigidità, con lo scontro aperto, con la voglia di imporre dall’alto regole, regole e solo regole. Ma ciò non significa totale libertà di azione da parte loro, ma maggiore comprensione e inclinazione all’ascolto da parte mia.

Per ora ci sto provando, non so come finirà. So solo che mi sento molto più serena. E questo è già una bella conquista. Se mi chiedete però la madre che volevo essere, bene sinceramente ancora non ve la so descrivere, penso però che piano piano sto crescendo giorno dopo giorno, insieme ai miei figli.

Ogni fase della loro crescita, fortemente distinta ma spesso sovrapponibili, impongono anche a noi mamme un rinnovamento e un reinventarsi continuo. Fatica, stress e tanta voglia di potere/volere dire ogni tanto: “si fa così, perchè lo dico io. Punto e basta.”

Mai cosa fu più errata, ma siamo umane e quindi ci perdiamo per poi reinventarsi. Sempre e completamente.

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12 pensieri riguardo “La mamma che volevo essere e quella che sono

  1. Si ti può essere di conforto anche Daniele ultimamente e’ una vipera!!! So che se t dico che e’ l’età non ti sono di certo d’aiuto, ma sono arrivati ai 2 anni e ad una maggior conoscenza di se’, crescono e iniziano ad avere idee e preferenze che vanno oltre il semplice “si o no” da piatto preferito…E scoprono anche cosa e’ il capriccio, spesso usato solo per attirare l’attenzione!
    Sicuramente l’ascolto e’ la risposta migliore, per te e per loro, spesso a me capita la sgridata da sculaccione, ma poi e’ quella che mi fa stare peggio! Tra l’altro, con l’ascolto puoi capire che tipo di capriccio stanno facendo, se e’ per attirare l’attenzione allora si cerca di spiegargli che basta che ti chiami e ti dica di cosa ha bisogno, se e’ un capriccio vero e proprio io uso una seggiolina/castigo e lo faccio sedere a “pensare”! Una volta che ha “pensato” puo’ tornare a giocare!!!
    Mannaggia a ‘sti figli…tu poi ne hai due che si spalleggiano!!!
    A presto

  2. crescono…cambiano e noi ci adattiamo..non vuol dire perdere la nostra identità di genitori …ma bisogna sapere gestire varie situazioni e cedere non significa necessariamente che si è sconfitti….un abbraccio

  3. insegnami…per piacere dimmi come si fa! si perchè anche io sono nel conflitto mamma che sono vs mamma che avrei voluto essere e a volte proprio non ce la faccio a fermarmi ad ascoltare, perchè mi chiamano in stereo, e fanno capricci assurdi per attirare l’attenzione che non basta mai finchè anche il fratello reclama la sua parte e tu non ti puoi sdoppiare e neppure puoi sfoderare il tuo io-polipo che magari nel frattempo prepara la cena-li veste per uscire-si scapicolla per arrivare puntuale al lavoro, ecc. ieri è stata serataccia (continuata in agitazione notturna e mattutina della sottoscritta nonchè assorbita dalla prole) dato che sono riuscita a sganciarmi da loro per fare pipì solo quando è rientrato in casa marito…il tutto continuamente condito da pianti, capricci & Co.

  4. lolla , angy …inutile dire che avrei potuto scrivere io cio’ che scrivete voi …io non so che mamma avrei voluto essere …forse sognavo i bambini della tv …obbedienti, sorridenti e mai capricciosi da portarsi dietro tipo borsetta …..
    si insomma scherzo …. pero’ nn credevo nemmeno che fosse cosi’ dura …lo ammetto …probabilmente nn aiuta il fatto che son due …che ti reclamano, che si spalleggiano, che vogliono le attenzioni nello stesso momento ….che fanno i bambini di due/tre anni …. io spesso nn ho pazienza …e se ce l’ho me la fanno perdere ….

    L’ascolto …ci provo, ci provero’ e spero che funzioni …. altrimenti boh!!!!

  5. Guarda, io passai un momento simile qualche mese fa, ne ho parlato qui
    http://treditutto.blogspot.com/2011/09/il-peggio-di-me.html
    E in questi casi, quando capisci di aver un po’ toccato il fondo, cerchi di fermarti un attimo, guardarti dentro proprio come hai fatto tu, guardare il bello di quello che hai e… fare un grosso respiro, andare avanti provando a fare meglio. A fare bene.
    Che a noi, nessuno ci ha insegnato a fare le mamme, ma ci stiamo attrezzando giorno dopo giorno.

  6. Ci affanniamo ogni ora con le problematiche del vivere quotidiano fra figli, casa, lavoro, marito, impegni, imprevisti, che forse è meglio non aggravare ancora i pensieri con quello che avremo potuto essere. L’amore e la pazienza, e ripeto la pazienza e la serenità devono fare da padrone. Anche se capisco molto bene la tua riflessione, ma l’impegno non premia sempre… nel senzo positivo del temine però, sono sicura che tutti i tuoi sforzi nel renderli sereni e contenti ma con delle regole, con delle linee di confine a lungo temine vinceranno.
    Se forte non demordere,
    ti voglio bene anche se non ci sentiamo molto trovo in te un’amica particolare che in qualche modo sento vicina come se lo fosse da sempre.
    Baci Cate

  7. oggi che me ne sono andata via per tornare in ufficio e lui piangeva e sbraitava, oggi che ho passato la pausa pranzo a cercare di convincerlo a smettere di urlare e piangere perchè, tornato dall’asilo, non voleva salire in casa ma correre sul marciapiede, oggi che comunque non gli passa e sembra che con me e il babbo stia male e continua a gridare “voglio andare via”…ecco oggi non ce la posso fare, oggi è una giornata in cui penso di aver sbagliato tutto e che davvero non so come rimediare.

    1. Anche qui oggi è un giornatuccia. Siamo a casa dei miei e sembra che quando siamo qui tutti insieme facciano di tutto per dare ragione ai nonni che dicono “quando non ci sei te non fanno mica così…”.

      Risultato: morale sotto i piedi, nervoso a palla.

      Ma non abbiamo sbagliato in qualche cosa, penso che sono momenti dettati da non so cosa, che passano, ma ci devastano, proprio dal punto di vista emotivo. E ci fanno sentire inadatte al nostro ruolo, quando in realtà avremmo solo bisogno di un attimo di pace, di tranquillità mentale ed emotiva.

  8. tu ti preoccupi di essere troppo rigida…io tutto il contrario…diciamo che tendo ad assecondare i loro capricci/richieste snervanti…proprio per la salvaguardia dei miei nervi…
    e penso che dovrei essere più rigida…ma non ci riesco…
    cmq stai serena perchè anche mia madre dice che quando ci sono io fanno i capricci…è normale lo fanno tutti i bambini, ricordo mia nipote che appena vedeva la mamma si faceva dei pianti a dirotto, mentre 5 minuti prima giocava e sembrava tranquilla…ma forse sentiva la mancanza della mamma….
    è anche vero che quando rimaniamo noi tre da soli a casa sento che sono più calmi…la prensenza di troppe persone contemporaneamente, tata nonne ecc…li agita!
    oppure sono io che mi adagio quando ci sono altre persone e non gli dedico abbastanza attenzioni mentre loro cmq richiedono solo e sempre la madre quando c’è??
    ci sarebbe da scrivere un libro….

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